Disabilità e formazione

Cieco o ipovedente? La differenza non è sempre così scontata, specialmente per chi non ha mai avuto occasione di avvicinare questi disturbi dell’apparato visivo. Le patologie sono tante, presentano tutte sintomi diversi e hanno pertanto esigenze diverse.  

La parola agli esperti: 

L'ipovisione è una condizione di acutezza visiva molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana. Può essere causata da vari fattori (siano essi congeniti o acquisiti). La vista si può ridurre fortemente in seguito a patologie che possono colpire diverse strutture oculari, che vanno dalla cornea alla retina, fino al nervo ottico.   

L'ipovisione può essere associata a malattie che provocano una riduzione del campo visivo. Ad esempio, nel caso del glaucoma avanzato, che danneggia il nervo ottico, è come se si guardasse attraverso un tubo; oppure si può essere colpiti da patologie della macula, la zona centrale della retina (la più comune è la degenerazione maculare senile, che provoca la perdita della visione centrale). L'ipovisione grave può degenerare in cecità, che può essere parziale o totale. Soltanto una piccola percentuale delle persone con limitazioni visive è del tutto non vedente. In tutti gli altri casi il modo di percepire lo spazio, seppure limitato, può variare molto da individuo a individuo. Una capacità visiva residua molto bassa e la cecità comportano gravi problemi di mobilità e orientamento. Per potersi orientare meglio in ambienti non familiari ed evitare ostacoli e pericoli alcune persone che non sono accompagnate da persona vedente fanno uso del bastone bianco, altre di un cane guida.  

 

Per un turismo accessibile è necessario conoscere la patologia e attenersi a qualche semplice regola strutturale e comportamentale (a volte scontate), per poter davvero abbattere tute le barriere.  

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