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LA VIA DEGLI DEI: UN ESEMPIO DI DESTINATION MANAGEMENT

By Francesca B.


Oggi tutti parlano di cammini, nell’ultimo anno ne sono nati oltre 30 sulla scia del successo che il mercato ha decretato per le proposte outdoor, anche a seguito della chiusura nelle nostre abitazioni per un periodo prolungato e forzato dovuto alla pandemia mondiale. Camminare fa bene, libera la mente, sviluppa endorfine che ci regalano benessere, e adesso è diventato anche una moda.

Appennino Slow, società nata nel 1998 e dal 2016 Agenzia di Viaggi specializzata nell’incoming e nel turismo lento nell’Appennino Tosco Emiliano, “commercializza” cammini da oltre venti anni e ha visto l’evoluzione sia del prodotto sia del suo target di riferimento.



L’identikit del camminatore:

Da sempre, il camminatore è considerato turista “vocazionale”, attento alla sostenibilità e alla responsabilità. È preparato, si informa sul percorso prima di partire su siti internet e riviste specializzate oltre che (oggi) su social network, blog e scaricando applicazioni ad hoc. Ha la necessità e la voglia di scoprire ogni segreto di un territorio, cerca un’Italia minore, distante dalle mete di turismo di massa, tiene conto del rispetto per l’ambiente e riconosce la centralità della comunità ospitante.

Dal 2016, e ancora di più nel 2020 a seguito dell’emergenza Covid e della conseguente necessità di dover rimanere in Italia e non varcare i confini, il target di riferimento si è decisamente ampliato includendo appassionati di outdoor neofiti, pronti a partire senza le attrezzature adeguate, senza alcun tipo di esperienza e senza la consapevolezza dei chilometri, della fatica ma anche delle eccellenze che avrebbero incontrato.

Una nuova tendenza che ha sicuramente creato agli organizzatori degli itinerari delle difficoltà logistiche in loco nella gestione degli stessi camminatori, ma è stato il “volano economico” per far diventare il mondo dei cammini un settore “pop”, passando dalla vacanza di nicchia (anche se i camminatori puristi non parlerebbero mai di vacanza perché si classificano come viaggiatori, conoscitori, esploratori) a quella alla portata di tutti, non ancora di massa ma ricercata da un numero di persone sempre più elevato. Questo ha creato una grande opportunità per i territori, che vedono una nuova possibilità di intercettare un segmento di domanda che inizia ad avere prospettive decisamente interessanti.

Il 2016 è stato proclamato “Anno dei Cammini” dal Ministro Dario Franceschini, riconoscendo il ruolo di questi nuovi prodotti turistici nella valorizzazione del ricco patrimonio storico, naturalistico, culturale, enogastronomico che, da nord a sud, offre l’Italia. Oggi, registrati (che rispondono quindi agli 11 requisiti necessari per essere inseriti nell’Atlante dei Cammini del MiBACT), sono 44 itinerari mentre altri 72 sono stati sottoposti al vaglio del Comitato.


Il caso Via degli Dei

Ma i buoni risultati di un cammino non nascono da un giorno all’altro e la scelta di un itinerario piuttosto che di un altro da parte del mercato è la conseguenza di un percorso che deve avere ben chiaro l’obiettivo finale, di un progetto continuativo e coerente, della capacità di coinvolgimento del territorio. La Via degli Dei spesso viene presa a titolo esemplificativo, a ragione, e in questo articolo vorremmo andare a raccontare le motivazioni di questo successo.


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