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I CONSIGLI DI FRANCESCO - PARTE III

COME SCEGLIERE LO ZAINO?



Oggi parliamo di zaini! Insieme alle calzature, infatti, sarà un compagno di viaggio fondamentale, in grado di influenzare il piacere di camminare. Chiaramente, se il carico trasportato è eccessivo, anche lo zaino migliore non potrà alleggerirlo ma uno zaino mal costruito e inadatto alla nostra conformazione fisica potrebbe risultare scomodo anche con carichi relativamente leggeri, specie su lunghi tragitti.


Come sempre chiediamo aiuto al nostro Francesco Saliola, GAE e autore di “Camminare ultraleggeri. Equipaggiamento e tecniche ultralight per escursionisti e viandanti” (acquistalo qui):



Francesco, quali sono le tipologie di zaini e a cosa dobbiamo fare attenzione?

Gli zaini possono essere distinti soprattutto in base al sistema di sospensione (con telaio rigido oppure senza) e alla capacità (misurata in litri) più o meno grande in relazione a quanto materiale dovremo portarci sulle spalle. Esistono modelli di zaino pensati specificamente per il genere femminile che tengono in considerazione le differenze morfologiche fra i sessi.


Esistono delle “taglie”?

Assolutamente sì. Se sono zaini di qualità sono prodotti in diverse taglie, cioè misure adatte alle dimensioni corporee di persone con statura diversa, proprio come una maglia o una camicia: siccome lo zaino ha dei punti di appoggio specifici (schiena, area lombare, fianchi) e viene trattenuto da spallacci e cinture, tutti questi elementi devono adattarsi quanto più possibile a fisici diversi. Pertanto, lo zaino perfetto per una persona alta 160 cm non potrà andare altrettanto bene a un’altra di 195 cm, magari con altre proporzioni corporee.

La misura discriminante è la cosiddetta lunghezza del dorso: in base alla lunghezza del dorso, le aziende raccomandano una specifica misura di zaino. In genere vengono realizzati zaini nelle taglie Small, Medium e Large, ma ci sono anche modelli disponibili solo in due taglie (S/M e M/L). Conoscendo pertanto la propria lunghezza del dorso, sarà possibile orientarsi sulla scelta della misura più corretta, andando a controllare le corrispondenze sul sito del produttore, e tenendo presente anche che alcuni modelli presentano la possibilità di una certa regolazione della lunghezza dello schienale.


Meglio gli zaini con o senza telaio rigido?

Allora, non esiste un’unica risposta: lo zaino senza telaio rigido è considerato ultralight e presenta una serie di vantaggi: aderisce maggiormente al corpo e favorisce un migliore equilibrio; è più leggero; costringe a portare dietro poca roba imponendo scelte che riducono in partenza il peso complessivo trasportato.

Vanno però tenuti presenti anche gli svantaggi: gli zaini senza telaio sono strutturalmente inadatti a trasportare pesi cospicui; l’aderenza al dorso può causare un forte accumulo di sudore sulla schiena.

Quelli invece con telaio rigido possono in genere essere realizzati con uno o più combinazioni di questi sistemi: una o più barre longitudinali piatte, un bastino preformato, un tubolare periferico che mette in tensione una retina che appoggerà sulla schiena.

Hanno lo svantaggio di pesare di più rispetto a modelli senza telaio che abbiano capienza analoga e siano costruiti con materiali simili. Come vantaggio, però, la loro maggiore rigidità e strutturazione consente a questi modelli di trasportare carichi maggiori senza avere problemi di cedimento.


La capacità dello zaino si misura in litri. La domanda di solito è: da quanti litri deve essere?

Il sistema di misura della capacità prevede che ogni zaino sia riempito di palline di dimensione standard e che poi, una volta svuotato lo zaino, il volume di queste palline venga misurato in litri.

Attenzione, però: non tutti i produttori utilizzano un sistema di misura normalizzato. Qualcuno misura solo il compartimento centrale e non conta tasconi e taschine; altri invece forniscono il litraggio totale, considerando sia il compartimento centrale che la somma di tutte le tasche, tasconi e taschine.

È chiaro che in questo modo diventa difficile comparare la capienza di due zaini di ditte diverse solo guardando un numero secco. È bene quindi cercare di capire che cosa indichino i litri del volume in uno zaino, valutando sempre la dimensione anche in maniera empirica, senza limitarsi solo a leggere i numeri forniti dai produttori: due zaini nominalmente da 30 litri, ma di marche diverse, possono avere una certa differenza di capienza.

Per le esigenze legate ai viaggi di Appennino Slow, ossia il viaggio a piedi con pernottamento in strutture ma senza trasporto bagagli, può andare bene uno zaino di capacità compresa grosso modo tra i 30 e i 40 litri, con i volumi più grandi riservati alle condizioni climatiche più fresche.

Per uscite di un giorno o trekking in cui sia previsto il trasporto bagagli, basteranno zainetti più piccoli da 20-25 l.

Diverso il discorso per trekking con tenda, materassino e sacco a pelo, oltre magari all’attrezzatura da cucina e al cibo, in cui serviranno volumi più grandi.


C’è un metodo corretto per caricare lo zaino?

Ci sono delle regole empiriche che ci consentono di riempire lo zaino nella maniera più opportuna e di indossarlo cosicché il peso si distribuisca nel modo migliore.

Anzitutto, dovremo tenere nelle parti più esterne e più a portata di mano gli oggetti di uso più frequente (come le bottiglie dell’acqua nelle tasche laterali) o che — come crema solare, repellente antiinsetti, cappello, occhiali e così via — possono servire in svariate situazioni della giornata.

L’attrezzatura che potrà servire durante la giornata, ma non troppo spesso, sarà riposta nella parte superiore all’interno del comparto principale dello zaino o, se presente, nel tascone superiore: completo antipioggia, borsa dell’igiene, kit di utilità, etc.

Infine, lasceremo in fondo allo zaino le parti dell’equipaggiamento che servono solo alla sera, per esempio gli indumenti di ricambio, il saccolenzuolo, e così via.

È inoltre importante cercare di distribuire i pesi in accordo con il proprio centro di gravità, per far sì che lo zaino non sbilanci il camminatore: tenere lo zaino quanto più aderente possibile alla schiena, specialmente per quel che riguarda zaini di una certa dimensione e di un certo peso.


Come si indossa e come si regola uno zaino?

Indossare e regolare lo zaino prevede di partire dal basso e procedere verso l’alto. Con tutti i cinghietti leggermente allentati, si seguiranno i seguenti passi:

  • si indossa lo zaino facendo passare le braccia negli spallacci;

  • stando un po’ inclinati in avanti, si stringe bene la cintura ventrale in maniera tale che la sua imbottitura e il sostegno lombare avvolgano saldamente l’area della bassa schiena e delle anche su cui appoggeranno e scaricheranno il peso;

  • a questo punto si tirano le cinghie di regolazione degli spallacci in modo che le fibbie si trovino all’incirca in prossimità delle ascelle e che lo schienale dello zaino aderisca correttamente alla schiena;

  • si allaccia il cinturino pettorale, senza stringerlo troppo, affinché lo zaino non si muova lateralmente;

  • se presenti, si tirano le cinghie di regolazione del carico posizionate sopra gli spallacci, in modo da sentire il carico ben distribuito; devono formare un angolo di circa 45°, ma esso potrebbe anche essere minore o maggiore;

  • infine, si allenta appena appena la regolazione degli spallacci.

Chiaramente, il camminatore deve imparare a regolare il proprio zaino anche in base alle proprie sensazioni corporee, ricordando sempre che il peso deve distribuirsi proporzionalmente in appoggio tra le anche (in misura maggiore) e le spalle (in misura minore).




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